Le guide / Per chi fa progetti

Guida · Per chi fa progetti

Comunicare nel progetto: piano, canali, mail

La comunicazione è lo strumento di lavoro del PM. Il piano di comunicazione, il canale giusto per ogni messaggio, e le regole per scrivere mail che non creano problemi.

Il project manager passa la maggior parte del suo tempo a comunicare: con il team, con il cliente, con i fornitori, con i capi. La comunicazione non è un’attività accessoria del progetto: è il mezzo con cui il progetto si fa. E come ogni strumento, si può usare bene o male. Contano la forma, il canale, il momento e la traccia che lascia.

Il piano di comunicazione

Serve a garantire che ogni persona coinvolta sia informata in modo chiaro, tempestivo e coerente su avanzamento, rischi, decisioni e prossimi passi. Si costruisce a partire dall’analisi degli stakeholder, e risponde a poche domande:

  1. A chi comunichiamo: chi sono i destinatari, quanto contano, che cosa gli serve sapere.
  2. Che cosa e perché: informare, coinvolgere, chiedere una decisione, ottenere un’approvazione.
  3. Con quale livello di dettaglio: il direttore marketing e il suo assistente non hanno bisogno delle stesse informazioni.
  4. Su quale canale: riunione, mail, report, piattaforma di progetto, telefono.
  5. Con quale frequenza, e in quali momenti chiave.
  6. Chi se ne occupa, per ogni destinatario.
PersonaRuoloChe cosa riceveCome e quando
Responsabile marketingDecide sulla strategiaMilestone e decisioni strategiche; solo file finali approvatiSteering committee
Brand managerApprova gli outputAvanzamento, materiali da approvare, direzione strategicaAllineamento settimanale, in copia nelle mail
Assistente del brand managerRiferimento operativoTutte le questioni operative e le domandeMail e telefono, ogni giorno

Il piano va rivisto: se la comunicazione non sta raggiungendo il suo scopo (decisioni che arrivano tardi, persone che si sentono escluse, informazioni che non circolano), si cambia.

Il canale giusto per ogni messaggio

Non esiste un canale migliore degli altri. Esiste il canale giusto per quel messaggio, a quella persona, in quel momento.

CanaleÈ adatto perAttenzione a
MailInformare più persone, dare istruzioni dettagliate, lasciare traccia, evitare pressioniÈ asincrona; se ne ricevono troppe, si ignorano
TelefonoRisposte rapide, temi delicati, evitare fraintendimenti, trasmettere un tonoNon lascia traccia: dopo, un riepilogo scritto
ChatScambi brevi e frequentiLe informazioni importanti si perdono nel flusso
RiunioneDecisioni importanti, questioni complesse, senso di squadraCosta molto tempo; serve un’agenda e un riepilogo
Piattaforma di progettoAttività, scadenze, documenti, storicoFunziona solo se la usano tutti

Una regola semplice: se un messaggio va pensato due volte, se è delicato o richiede di curare una relazione, si alza il telefono. Per un messaggio difficile, la comunicazione asincrona non è quasi mai la scelta giusta. Poi, se serve, si mette per iscritto quello che ci si è detti.

La mail, nel dettaglio

È lo strumento più usato, e quindi quello che produce più danni. Qualche episodio famoso basta a ricordarlo: nel 2009 l’Università della California a San Diego mandò per errore la mail di ammissione a circa 28.000 candidati che erano stati respinti; nel 2014 un collaboratore di Goldman Sachs inviò informazioni riservate a un indirizzo gmail.com invece che gs.com, e la banca dovette rivolgersi a un tribunale per farla cancellare.

I destinatari

  • Attenzione al completamento automatico. Per le mail importanti, compila i destinatari solo dopo aver finito e riletto il testo.
  • A e Cc non sono intercambiabili. In A va chi deve fare qualcosa; in Cc chi deve sapere. Se ci sono più persone in A, deve essere chiaro chi fa che cosa.
  • Il Cc ha un peso. Può esprimere sostegno, ma può anche mettere qualcuno in imbarazzo davanti agli altri, che sia intenzionale o no. Deve essere chiaro perché qualcuno è in copia.
  • Il Ccn va usato con cautela. Può sembrare un parlare alle spalle. E chi è in copia nascosta e risponde a tutti rivela la sua presenza.
  • L’ordine conta, soprattutto in contesti formali: prima chi deve agire, o chi ha il ruolo più alto.
  • Inoltri e thread paralleli. Prima di inoltrare o di rispondere, controlla che nella catena non ci siano messaggi interni non adatti al cliente.

L’oggetto

Su un telefono spesso è l’unica cosa che si legge. «Urgente», «Re: FYI», una fila di punti interrogativi: non dicono niente. «Opinioni sul documento di concept», «Riunione di mercoledì», «Chiusura della gara posticipata»: dicono tutto. E se in una conversazione nasce un argomento nuovo, merita una mail nuova.

Il testo

  • Chiaro e breve: linguaggio semplice, niente gergo, solo quello che serve.
  • Ordinato: paragrafi brevi, un tema per paragrafo; elenchi quando aiutano.
  • Esplicito: di quale progetto, attività o problema si parla, che cosa si chiede, entro quando.
  • Una domanda finale, per verificare che il messaggio sia stato compreso.
  • Riletto: prima di premere invia, sempre.
  • Forma sobria: un solo carattere; grassetto e corsivo con parsimonia; colori solo se aiutano a leggere.

Il tono

Lo psicologo Daniel Goleman ha osservato che nelle mail c’è un pregiudizio di negatività: se il contenuto è neutro, tendiamo a leggerlo come negativo. Chi legge non sente la nostra voce, non vede il nostro viso, legge in un momento suo e filtrato dal suo stato d’animo, e noi non possiamo correggere un fraintendimento in tempo reale. Per questo vale la pena spendere una frase in più per rendere esplicito un tono cordiale, soprattutto quando le notizie non sono buone.

Anche la punteggiatura ha un peso, e generazioni diverse la leggono in modo diverso: un punto esclamativo che per qualcuno è entusiasmo, per qualcun altro è un urlo. Nel dubbio, sobrietà.

Documentare

Comunicare non basta: bisogna anche lasciare traccia. Decisioni, modifiche, approvazioni vanno scritte in un posto dove si possano ritrovare. E i dati devono essere consultabili davvero: un archivio in cui non si trova niente equivale a non avere un archivio.

Le domande giuste

  1. Ogni persona chiave sa che cosa riceverà da noi, quando e su quale canale?
  2. Questo messaggio è delicato? Allora perché lo sto scrivendo invece di telefonare?
  3. Chi è in A deve fare qualcosa, e lo sa? Perché c’è chi è in Cc?
  4. L’oggetto dice di che cosa si tratta?
  5. Se leggessi questa mail in una brutta giornata, come suonerebbe?

Nel libro

Le parole non devono semplicemente ‘suonare bene insieme’, ma […] va prestata attenzione al contenuto.

Angelita, p. 146

Nel Prisma di Gantt una prova si perde per la forma: una frase che «suona bene» e dice all’interlocutore che è un incapace. In Breakdown Gordon sceglie di non affidare un messaggio delicato a una comunicazione asincrona, e per l’operazione finale gli alleati decidono messaggi predefiniti e checkpoint. Nella Trappola del feedback negativo, molte riunioni e poca documentazione costringono a ripetere tutto.

Comunicare e documentare Convincere senza manipolare La sala controllo Caso 07 · Breakdown

Per chi fa progetti

Che cosa fa davvero un project manager

Non un controllore del traffico, ma uno dei mestieri più creativi che ci siano. Che cosa fa un PM, perché serve, come lo si diventa.

Per chi fa progetti

Dal brief allo Statement of Work

Requisiti, brief e SoW: chi li scrive, che cosa devono contenere, come si ricevono. E quando ha senso andare oltre il brief.