Le guide / Per chi fa progetti
Guida · Per chi fa progetti
Partire bene: kick-off e allineamenti
Obiettivi che si possono misurare, un kick-off che non sia una formalità, e il calendario degli allineamenti che tiene il progetto in rotta.
Durante le fasi di analisi e di vendita si produce moltissimo valore: si capisce il cliente, si discutono le idee, si prendono decisioni. Ed è proprio lì, nel passaggio verso la messa a terra, che quel valore rischia di perdersi. Il kick-off serve a evitarlo. Gli allineamenti successivi, a non perderlo strada facendo.
Nella Sfida dell’erede i quattro cugini portano avanti tre progetti paralleli senza una visione comune, e si parlano solo a cena. È il ritratto di un progetto partito senza kick-off.
Prima di partire: l’avvio
Prima del kick-off il progetto deve avere risposte chiare a poche domande. Qual è la visione, e qual è lo scopo? Che cosa va consegnato, a grandi linee? Qual è il problema principale, e quali sono le soluzioni possibili? Quanto costa, e che cosa porta? Chi sono le persone coinvolte, che cosa si aspettano, quanto contano?
Nei progetti più strutturati queste risposte finiscono in un documento di avvio, il Project Charter. Negli altri basta una pagina. Ma devono esserci, e devono essere condivise.
Obiettivi che si possono misurare
«Rifare il sito» non è un obiettivo. Esistono diversi modi per scriverne uno buono, e conviene conoscerli tutti.
- SMART: specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante, con una scadenza. È il più noto e il più rigoroso; il suo limite è che può diventare rigido e poco motivante.
- CLEAR: collaborativo, limitato nel tempo e nel perimetro, emotivamente coinvolgente, apprezzabile (scomposto in traguardi piccoli), rivedibile. Più adatto ai contesti che cambiano in fretta.
- OKR (Objectives and Key Results): un obiettivo significativo e ispirante, accompagnato da tre-cinque risultati chiave misurabili, senza zone grigie. Se un risultato chiave non si può verificare, non è un risultato chiave.
- Le 3P: possibile (ci stiamo con budget, persone e tempo?), appassionante (il team ci crederà?), pervasivo (risolve davvero il problema, o è un cerotto?).
Un esempio di OKR:
| Obiettivo | Risultati chiave |
|---|---|
| Fare del nuovo sito il primo canale di contatto con i clienti | Il 40% delle richieste arriva dal modulo online entro sei mesi |
| Tempo medio di risposta sotto le 24 ore | |
| 500 iscritti alla newsletter entro il lancio della nuova collezione |
Non si tratta di scegliere un metodo e scartare gli altri: si prende da ciascuno quello che serve al progetto.
Il kick-off
Il kick-off è la riunione che dà ufficialmente il via al progetto. Serve a condividere obiettivi, strategia, attività, ruoli e responsabilità. Spesso conviene farne due: uno interno, con il team, per allinearsi su tutto quello che non si dirà davanti al cliente; e uno con il cliente.
- Prepara il materiale. Una presentazione breve con contesto, problema, obiettivi, pubblico, budget e tempi; una scheda di progetto con le informazioni essenziali; l’elenco dei deliverable.
- Invita le persone giuste. Tutte quelle che hanno un ruolo chiave, interne ed esterne, e solo quelle. Una riunione affollata confonde invece di allineare.
- Scrivi l’agenda. Presentazione del progetto; strategia e attività; ruoli e responsabilità; come comunicheremo e come monitoreremo; prossimi passi.
- Conducila. Chi facilita rispetta i tempi, coinvolge tutti, chiarisce i dubbi e tira le fila. Tutti devono poter dire aspettative e preoccupazioni; alla fine, le decisioni devono essere condivise.
- Documenta e condividi. Un verbale snello: obiettivi concordati, ruoli, azioni, scadenze. E due righe di ringraziamento a chi ha partecipato, che costano poco e valgono molto.
Le riunioni, in generale
Le riunioni di progetto sono di tre tipi: informative (aggiornare tutti su stato, risultati, problemi), decisionali (scegliere tra alternative, approvare), creative (generare idee, risolvere problemi). Mescolarle è il modo più rapido per non ottenere nessuno dei tre risultati.
Qualunque sia il tipo, valgono poche regole: una frequenza adatta al progetto, né troppe né troppo poche; una durata proporzionata agli argomenti; le persone giuste e non di più; agenda e materiali inviati prima; qualcuno che modera; un riepilogo dopo, con decisioni e azioni.
Il calendario degli allineamenti
| Incontro | Che cos’è | Frequenza | Durata |
|---|---|---|---|
| Stand-up | Ognuno dice che cosa fa oggi, che cosa lo blocca, di che cosa ha bisogno | Quotidiana | 15 minuti al massimo |
| Catch-up | Il team fa il punto su avanzamento, risultati e problemi | Settimanale | 30–60 minuti |
| SAL (stato avanzamento lavori) | Allineamento formale con tutti gli attori: stato, criticità, aggiustamenti | Mensile, o per fase | 60–90 minuti |
| Steering committee | Incontro con i responsabili di alto livello: obiettivi, risultati, decisioni critiche | Mensile o trimestrale | 60–90 minuti |
Non servono tutti in tutti i progetti. Ma ogni progetto deve sapere quali usa, quando e con chi: è il primo pezzo del piano di comunicazione.
Chi arriva a metà
Quando una persona o un fornitore entra in un progetto già avviato, il rischio è che impari tutto dagli errori. Aiutano tre cose: un archivio ordinato dei materiali, dove ritrovare brief, decisioni e versioni; un buddy, una persona del team che lo affianca nelle prime settimane; qualche catch-up dedicato, per verificare che abbia davvero il quadro.
Le domande giuste
- Tutti i presenti al kick-off saprebbero dire, in una frase, l’obiettivo del progetto?
- I risultati chiave si possono verificare, senza zone grigie?
- Chi non era al kick-off, e doveva esserci?
- Quali decisioni prese oggi sono scritte da qualche parte?
- Il calendario degli allineamenti è chiaro a tutti, cliente compreso?
Nel libro
Accorda con clienti e stakeholder aspettative e priorità / Non lasciare che sorprese e litigi ti mettano in difficoltà.
Edgar, p. 21
Nella Sfida dell’erede Sir Reginald lascia l’eredità ai nipoti a una condizione: organizzare in tre mesi una mostra con le sue opere. I cugini si dividono in fazioni, ognuno con il suo progetto, e a tre settimane dall’inaugurazione è un disastro. Il maggiordomo Edgar spiega in rima dove hanno sbagliato.
Pochi versetti per progetti perfetti Nessun progetto si fa da soli Caso 01 · La sfida dell’erede
Altre guide
Per chi fa progetti
Che cosa fa davvero un project manager
Non un controllore del traffico, ma uno dei mestieri più creativi che ci siano. Che cosa fa un PM, perché serve, come lo si diventa.
Per chi fa progetti
Dal brief allo Statement of Work
Requisiti, brief e SoW: chi li scrive, che cosa devono contenere, come si ricevono. E quando ha senso andare oltre il brief.
Per chi fa progetti
Stakeholder, ruoli e responsabilità
Chi conta in un progetto e che cosa si aspetta: la matrice potere-interesse, la RACI, le asimmetrie informative.