Le guide / Per chi fa progetti

Guida · Per chi fa progetti

PM e Account

Due ruoli che si sovrappongono su cliente ed economics. Chi fa che cosa, come si passano le consegne, perché due è il numero perfetto. E il «poliziotto buono e cattivo», fatto con onestà.

In agenzia, Project Manager e Account Manager condividono molte cose: la relazione con il cliente, i numeri del progetto, la responsabilità che il risultato sia buono e sostenibile. È proprio questa sovrapposizione a rendere necessario definire con chiarezza chi fa che cosa. Quando i confini sono confusi, il cliente riceve due versioni della stessa storia; quando sono chiari, riceve una squadra.

L’Account: il volto del cliente

L’Account custodisce il rapporto commerciale ed è il ponte tra le esigenze del cliente e le capacità dell’agenzia.

  • Conosce il cliente: ne ascolta le richieste, ne capisce la visione, ne legge le aspettative.
  • Fa consulenza: propone soluzioni e strategie coerenti con gli obiettivi del cliente.
  • Cura la relazione per tutta la durata del rapporto, non solo del progetto.
  • Gestisce la parte commerciale: preventivi, negoziazione, contratti, andamento economico del cliente nel suo insieme.

Il PM: il timoniere del progetto

Il PM è il vero responsabile del progetto: ne pianifica l’esecuzione, coordina le fasi, risponde di tempi, costi e qualità. I suoi punti di contatto con l’Account sono quattro.

  • Budget: prende in consegna gli economics venduti e risponde dei costi e della marginalità prevista.
  • Opportunità: stando dentro il lavoro ogni giorno, vede per primo le esigenze nuove del cliente, e le condivide.
  • Escalation: controlla l’avanzamento, individua problemi e ostacoli, e allerta l’Account quando toccano la relazione o il contratto.
  • Comunicazione: tiene aggiornati cliente e stakeholder sullo stato del progetto.

Chi fa che cosa

MomentoAccountPM
Preventivo e offertaGuida, negoziaStima il lavoro, verifica la fattibilità
Statement of WorkLo condivide con il clienteLo scrive con il team
PianificazioneÈ informatoGuida
Stato avanzamentoÈ informato, partecipa ai momenti chiaveGuida, aggiorna il cliente
Modifica di perimetroConcorda l’extra con il clienteLa stima, ne valuta l’impatto
Problema di qualitàDifende il lavoro fattoSi fa carico della soluzione
Nuove opportunitàLe trasforma in propostaLe individua e le segnala

È uno schema, non una legge: ogni agenzia ha i suoi equilibri. L’importante è che quegli equilibri siano scritti, e che li conoscano entrambi.

Il passaggio di consegne

Il momento più delicato è quando il progetto passa dalla vendita alla produzione. L’Account sa cose che non sono nel contratto: che cosa ha promesso a voce, chi conta davvero dal lato del cliente, quali tensioni ci sono state in trattativa, dove il budget è stato stretto per vincere. Se queste informazioni non arrivano al PM, il PM le scoprirà nel modo peggiore.

Un passaggio di consegne fatto bene dura un’ora e copre: obiettivi del cliente, persone e ruoli, promesse fatte, economics e margini, rischi noti, scadenze che contano.

Le opportunità, insieme

Upsell e cross-sell funzionano solo se PM e Account lavorano in tandem. Il PM porta i dati del progetto e quello che vede ogni giorno; l’Account porta la conoscenza del cliente, dei suoi bisogni e delle sue priorità. Insieme costruiscono proposte che abbiano un valore reale per il cliente, non solo per l’agenzia, e le presentano in modo coerente.

Due è il numero perfetto

Nella relazione con il cliente vale un assioma: uno è troppo poco, da tre in su è pericoloso.

Un solo referente rischia di trovarsi in situazioni senza via d’uscita: non ha nessuno con cui fare sponda, e se sparisce lui sparisce il canale. Tre o più generano confusione: messaggi diversi, priorità diverse, nessuno che ha il quadro completo. Due permettono di dividersi i compiti, sostenersi, giocare ruoli diversi.

Una condizione, però: devono essere allineati. Se il cliente intravede un disallineamento tra i suoi interlocutori, prima o poi lo userà a proprio vantaggio. Per questo PM e Account si parlano prima di ogni incontro importante, e non si contraddicono mai davanti al cliente.

Poliziotto buono e poliziotto cattivo

È una tecnica nota, nata negli interrogatori: un interlocutore severo e uno comprensivo, per mettere pressione. Applicata alla relazione con il cliente, va rovesciata nello spirito. Non si tratta di manipolare nessuno, ma di tenere insieme due cose che sembrano opposte: la flessibilità verso il cliente e la fermezza su ciò che il progetto può reggere.

Funziona così: davanti a una richiesta che porta fuori budget, la PM tiene il punto su tempi e costi, l’Account propone la soluzione con un extra concordato. Davanti a una lamentela sulla qualità, i ruoli si invertono: l’Account difende il lavoro fatto, la PM si fa carico del problema e lo risolve.

Le regole perché funzioni:

  • I ruoli ruotano. Se è sempre lo stesso a fare il «cattivo», il cliente smette di parlargli.
  • Ci si allinea prima, su che cosa si può concedere e che cosa no.
  • Nessuna recita: quello che si dice è vero. Le leve sono le argomentazioni, la coerenza, la fiducia costruita nel tempo; mai la pressione psicologica o una realtà distorta.
  • L’obiettivo è il progetto, non vincere la discussione.

Con i clienti difficili

Quando dal lato del cliente arrivano più persone, e qualcuna è difficile, aiuta la «marcatura a uomo»: a ogni persona del cliente corrisponde una persona dell’agenzia, che la segue e ne raccoglie umori e richieste. Il PM resta libero, tiene d’occhio il clima generale e interviene dove serve.

Le domande giuste

  1. Chi, tra PM e Account, risponde di che cosa? È scritto?
  2. Il PM conosce le promesse fatte in trattativa, anche quelle a voce?
  3. Ci siamo allineati prima di questo incontro?
  4. Il cliente ha mai sentito da noi due versioni diverse della stessa cosa?
  5. Quello che stiamo proponendo ha valore per il cliente, o solo per noi?

Nel libro

Trasparenza, condivisione e collaborazione per raggiungere insieme un obiettivo comune.

Lisa, p. 259

In Extreme Team building Lisa, la PM, e Martina, l’Account, hanno trovato il modo di tenere insieme flessibilità e fermezza. Lo chiamano, con ironia, «poliziotto buono e poliziotto cattivo», con un vincolo preciso: «etica ed onestà». E con il cliente più difficile dell’agenzia in arrivo, Lisa organizza la marcatura a uomo.

La coppia PM–Account La marcatura a uomo Il cliente come alleato Caso 08 · Extreme Team building

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