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Chiudere bene: debrief, risultati, KPI

La fase che si salta più spesso, e quella che fa crescere di più. Che cosa vuol dire chiudere un progetto, come si misura se è andato bene, e un format di debrief pronto da usare.

Conclusione trionfante o epilogo amaro? La chiusura di un progetto può essere l’una o l’altra cosa, a seconda di come la si gestisce. Ed è quasi sempre la fase più trascurata: il progetto è consegnato, il team è già su altro, il cliente ha nuove urgenze. Così le stesse lezioni si imparano di nuovo, a ogni progetto, nel modo più costoso.

Che cosa vuol dire chiudere

Chiudere non è consegnare. È una serie di passaggi, ognuno dei quali, se saltato, torna indietro sotto forma di problema.

  • Accettazione formale. Il cliente conferma che il lavoro corrisponde a quanto concordato, secondo i criteri di accettazione scritti nello Statement of Work.
  • Chiusura amministrativa: fatture, contratti con i fornitori, ore e costi consuntivati, margine finale confrontato con quello previsto.
  • Archivio: file sorgente, versioni finali, documentazione, decisioni, in un posto dove qualcuno li possa ritrovare tra un anno.
  • Passaggio di consegne a chi gestirà quello che è stato prodotto: manutenzione, assistenza, il team del cliente. Accessi e credenziali consegnati e, dove serve, revocati.
  • Persone: il team viene liberato ufficialmente, ringraziato, e chi ha lavorato bene riceve un riconoscimento esplicito.
  • Il debrief. Più avanti, il format.

Misurare: progetto e risultati

Per sapere se un progetto è andato bene servono due misure diverse.

Come è andato il progetto: tempi, costi, qualità rispetto al piano. È il monitoraggio che si fa durante il lavoro, confrontando ogni settimana l’avanzamento reale con quello previsto, e che alla chiusura diventa un bilancio.

Che cosa ha prodotto: i risultati per il cliente. Un sito consegnato in tempo e nel budget che nessuno usa non è un successo. Misurare i risultati vuol dire raccogliere i dati, leggerli, comunicarli in modo comprensibile e decidere che cosa farne.

I KPI

Un indicatore chiave di prestazione (KPI) è una misura che dice se si sta raggiungendo un obiettivo. Nei progetti digitali e creativi aiutano a tradurre obiettivi spesso sfumati in qualcosa di verificabile.

TipoEsempi
EfficienzaRispetto delle milestone; tempo medio per completare un’attività; tempo medio di risoluzione dei problemi
QualitàErrori trovati dopo la consegna; numero di giri di revisione; conformità agli standard concordati
BudgetScostamento tra previsto ed effettivo; margine finale; percentuale di costi non pianificati
ClienteSoddisfazione dichiarata; Net Promoter Score (quanto il cliente ci raccomanderebbe); clienti che tornano

Come sceglierli: pochi, allineati agli obiettivi del progetto, misurabili davvero con i dati che si hanno, con un valore di partenza e un traguardo. E con qualcuno che li misura, a scadenze precise. Un KPI che nessuno guarda è solo un numero.

Il debrief

È la riunione in cui il team si ferma a guardare il lavoro fatto. Si chiama anche post mortem, retrospettiva, lessons learned. Serve a valutare il progetto con un po’ di distanza, a trasformare successi e difficoltà in apprendimento, a far emergere i punti deboli dei processi, a condividere quello che ognuno ha imparato. Si può fare alla fine, ma anche a metà, quando c’è ancora tempo per correggere.

Quello che lo rende difficile: la mancanza di tempo; l’assenza di una cultura del feedback, che lo trasforma in un tribunale; le emozioni, perché parlare degli errori è scomodo; il rischio di scivolare nella lista delle lamentele o nell’autocompiacimento; e soprattutto la mancanza di un seguito. Un debrief che non produce azioni è un esercizio teorico.

Un format pronto da usare

Step 0 · Benvenuto. Si chiarisce che cosa si fa (un confronto libero sul lavoro fatto insieme), perché (per fare tesoro di tutto, positivo e negativo) e come (un giro di tavolo, per ascoltare tutti). E le regole d’ingaggio:

  • l’obiettivo è migliorare il modo di lavorare insieme, quindi serve essere il più onesti possibile;
  • raccontarsi che è andato tutto bene non serve;
  • ognuno ha la parola, e tutte le percezioni sono ugualmente preziose;
  • ogni punto di vista conta, se porta elementi costruttivi;
  • la chiave è l’ascolto: non è il momento dei contraddittori né delle recriminazioni;
  • nessuna opinione va presa sul piano personale;
  • se è stato fatto un errore, l’unica cosa che conta è prenderne coscienza perché non si ripeta;
  • solo chi non lavora non sbaglia.

Step 1 · Riscaldamento (3 minuti). Ognuno riflette da solo su qualche domanda guida. Che cosa ha funzionato meglio? Che cosa ha funzionato meno? Qual è stato il problema più grande? Che cosa miglioreresti? Ti senti soddisfatto di quello che abbiamo fatto?

Step 2 · Giro di tavolo (5 minuti a testa). Ognuno parla, gli altri ascoltano e annotano spunti.

Step 3 · Chiusura. Ognuno completa tre frasi:

  • Da questo progetto ho imparato che…
  • Da oggi mi propongo di…
  • Da oggi, tutti insieme, dovremmo…

Le frasi della terza riga diventano azioni, con un nome e una data.

Dopo

Le lezioni apprese vanno scritte e archiviate in un posto dove il prossimo team le possa trovare. E vanno rilette: il momento migliore è il kick-off del progetto successivo. È lì che il debrief di ieri diventa il risk plan di domani. Per la stessa idea applicata fuori dall’ufficio, c’è la guida Sbagliare meglio.

Le domande giuste

  1. Il cliente ha accettato formalmente il lavoro, secondo i criteri concordati?
  2. Che cosa è rimasto aperto: fatture, accessi, materiali, persone?
  3. Il progetto è andato bene per noi, per il cliente, o per entrambi? Come lo sappiamo?
  4. Che cosa cambieremo nel prossimo progetto, e chi se ne occupa?
  5. Dove ritroverà queste lezioni chi farà il prossimo kick-off?

Nel libro

Documentare la sapienza di gestione che tutti gli abitanti raccolgono ogni giorno dai propri errori.

Il compito della Consulta dei Metodi, in Breakdown, p. 228

Alla fine di Breakdown Nuova Elysium si ricostruisce senza dogmi, e la prima istituzione che nasce serve a non dimenticare gli errori. In Extreme Team building Lisa, dopo aver risolto il caso, si assume la colpa di un errore del proprio passato: anche chiudere i conti con se stessi fa parte del mestiere.

Crescere nelle crisi Nessun metodo è un dogma Caso 07 · Breakdown Caso 08 · Extreme Team building

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